SUDDITIDIGITALITutti i fascicoli
Fascicolo di Dedalo, il tecnico, con le ali di cera del mito disegnate a matita

I personaggi

Dedalo

Il tecnico

Minosse può anche sbarrarmi la terra e il mare,
ma il cielo almeno è aperto: passeremo di là.
Possieda pure ogni cosa:
non possiede l’aria.

Così disse, e rivolse la mente ad arti sconosciute,
trasformando la natura.

Ovidio, Metamorfosi, VIII, vv. 185–189
Traduzione libera dal latino

Dal mito al presente

Dedalo costruisce il Labirinto. Poi costruisce le ali per fuggire da Creta. La stessa intelligenza, la stessa abilità: prima una prigione, poi una via d’uscita.

In Sudditi digitali, Dedalo è il tecnico. Sa come funzionano le cose, risolve problemi e si fida dei sistemi che costruisce.

Ma quando quel lavoro contribuisce a decidere quali informazioni arrivano alle persone e quali possibilità vengono loro offerte, dove finisce la responsabilità di chi lo fa?

In undici dialoghi di ispirazione platonica, personaggi della storia e del mito affrontano situazioni della vita quotidiana. E Dedalo scopre che un sistema può funzionare perfettamente e lasciare comunque qualcuno senza risposte.

Il libro parte da qui: senza garanzie, la trasformazione digitale può far arretrare diritti conquistati in secoli. Compresa la possibilità di formarsi un giudizio autonomo e farlo contare.

«Costruisco cose che funzionano.
Ogni ingranaggio al suo posto,
ogni problema risolto.

Cosa succede dopo,
a chi serve e dove porta,
non è il mio mestiere.

Io faccio solo il mio lavoro.Bene.»